Il primo boccone arriva mentre il traffico scorre lento dietro le mie spalle e il fumo del wok della signora che mi sta preparando la cena sale verso i cavi elettrici che attraversano la strada. Lime, peperoncino, salsa di pesce. Il gusto si fa sentire deciso, senza esitazioni, e in pochi secondi capisci che qui il cibo segue un ritmo tutto suo.

In Thailandia ogni piatto apre una strada diversa, il cibo è un viaggio in sé. Un cucchiaio di curry al cocco nel sud porta calore e dolcezza, poi arriva il morso acido e pungente di un som tam (l’insalata di papaya) che ti infiamma la bocca, preparata sul momento in un mortaio di legno nel Nord-Est. Cambiano gli ingredienti, cambiano le mani che cucinano, cambiano i mercati e le stagioni. Ogni regione della Thailandia ha la sua identità culinaria unica. Una ricca diversità unita da un filo conduttore di spezie audaci, erbe fresche e un impegno sapiente per bilanciare i sapori.

Così, boccone dopo boccone, il paese comincia lentamente a raccontarsi attraverso piatti fumanti appoggiati su piccoli tavoli di plastica lungo la strada. Basta sedersi qualche minuto, ascoltare il rumore dei cuochi che spadellano energicamente, guardare le mani veloci di chi cucina da anni nello stesso angolo di mercato.

A quel punto il viaggio prende una direzione diversa. Seguendo gli odori che arrivano dalla strada accanto, qualcuno che solleva il coperchio di una pentola e ti guarda sorridendo mentre il vapore sale lento nell’aria calda. Dentro c’è brodo che cucina da ore, erbe fresche, peperoncino, qualcosa che non sai ancora nominare. Eppure sai già che ti fermerai lì.

E quando torni a casa, quei sapori restano da qualche parte nella memoria. Ricordandoti quelle cene nelle sere umide di Bangkok, tra macchine che sfrecciano sulla strada rumorosa accanto.

Quindi vieni a fare un giro da queste parti e lascia che le tue papille gustative siano la tua guida. È un’esperienza che non dimenticherai facilmente.


Luca Sartor

Fotografo e storyteller con base in Asia. Da tanti anni documento culture, persone e luoghi attraverso uno sguardo lento, lontano dalle scorciatoie turistiche. Seguimi → @lucadeluchis