Oltre il caos: come dita in una presa di corrente
Come si fa a riassumere un Paese immenso come l’India in poche righe? L’unica parola che mi viene in mente è: avventura, con tutto ciò che ne comporta. Non è il luogo più facile da visitare, ma non è neanche impossibile: richiede solo una scorta inesauribile di pazienza.
Il primo impatto è stato letteralmente come ficcare due dita nella presa della corrente. Mi sono sentito completamente sopraffatto, travolto da un sovraccarico sensoriale: suoni e rumori assordanti, colori intensi, odori fortissimi e una marea ininterrotta di persone.
Ho viaggiato qui un paio di volte, concentrandomi sempre sulla parte Nord (da Mumbai in su, lasciando il Sud a un capitolo futuro). La prima volta è stata un’immersione culturale pura e cruda; la seconda è stata un richiamo verso l’alto, spingendomi sulle montagne dell’Himalaya, nel Ladakh, e tra i paesaggi irreali della fantastica Spiti Valley.
Di questi mesi indiani porto con me ricordi incisi a fuoco. Ricordo i viaggi infiniti nelle cuccette durissime dei treni e su bus scassatissimi, alcuni senza aria condizionata, con solo un ventilatore mezzo funzionante, sobbalzando su strade improbabili e sterrate, letteralmente in bilico sull’orlo di burroni vertiginosi. Ricordo il contrasto estremo tra il caos asfissiante di Delhi e la pace assoluta e rarefatta di Leh o di Kaza. E poi il cibo: senza dubbio tra i migliori e i più intensi che io abbia mai provato al mondo.
Sguardi, sorrisi e lezioni di viaggio
Ma l’India, più di ogni altra cosa, è la sua gente. Sempre attorno a te, sempre infinitamente curiosa. Ricordo una volta, in attesa su una banchina ferroviaria: mi ero seduto per terra a gambe incrociate per scrivere i miei appunti su un taccuino. A un certo punto mi sono sentito osservato. Ho alzato lo sguardo e mi sono ritrovato circondato da un gruppo di almeno dieci persone, ferme lì in silenzio, rapite e incuriosite da quello che stavo facendo. Ci siamo guardati, ed è scoppiato un bellissimo sorriso collettivo.
È proprio viaggiando su quei treni e parlando con le persone che ho avuto una grande epifania: l’India non è solo misticismo e spiritualità. Quello è l’involucro. La verità è che qui la vita viene affrontata e vissuta in maniera estremamente pratica, quotidiana e a volte cruda, esattamente come in ogni altra parte del mondo. Ho visto tanta bellezza, ma anche tanta durezza, e ho scelto di accogliere e trattenere il meglio di ciò che questo Paese mi ha dato.
Infine, il Gange. E l’avventura impossibile per raggiungerne la sorgente a Gangotri. Dopo giorni estenuanti di incastri tra bus e treni, una frana bloccò la strada, interrompendo il cammino. Lì per lì fui travolto dallo sconforto. Ma guardando quel cammino finito, l’India mi fece capire l’essenza stessa del viaggiare: sono le esperienze guadagnate in quei giorni a contare davvero, non la destinazione.
Fatevi stregare dai suoni, dai profumi, dai colori e dal caos. Vi trasporteranno in un’altra dimensione a 220 volt!
Esperienze d’autore: cosa non perdere secondo me durante un viaggio in India:
- Per ora da Mumbai verso Nord -
Il richiamo del sacro: La spiritualità qui è tangibile. Assistete a una puja, la cerimonia del fuoco che si tiene all’alba e al tramonto sulle rive del Gange a Rishikesh o a Varanasi, la città surreale dove gli indù vengono per liberarsi dal ciclo delle reincarnazioni. Se ne avete l’energia, spingetevi fino a Gangotri per vedere la sorgente del fiume sacro, oppure immergetevi nella serenità di una conferenza del Dalai Lama a McLeod Ganj. A nord-ovest, ad Amritsar, vi aspetta invece il misticismo del Golden Temple dei Sikh.
Le vette del silenzio: Lasciatevi alle spalle il caldo umido delle pianure e avventuratevi in un trekking tra i paesaggi lunari della Spiti Valley o in Ladakh (esplorando la regione da Leh). Tra stupendi gompa buddisti tibetani e le vette dell’Himalaya, vi sembrerà di essere in un mondo parallelo.
Meraviglie di pietra: Un’alba (o un tramonto) al cospetto del Taj Mahal ad Agra è imprescindibile; è incredibile come un edificio possa trasmettere emozioni così profonde. Per sentirvi un po’ Indiana Jones, esplorate le antiche grotte di Ajanta, le statue sull’isola di Elephanta a Mumbai o gli spettacolari e sensuali templi di Khajuraho.
Le Città: da Delhi a Chandigarh: Le metropoli come Delhi (un’esplosione di 30 milioni di abitanti) o Mumbai (la capitale di Bollywood) vi travolgeranno. Se avete bisogno di uno stacco netto, visitate Chandigarh: disegnata da Le Corbusier, vi sembrerà (quasi) di non essere in India.
Immersione totale: L’India va vissuta sulla pelle. Prendetevi del tempo per contrattare in un caotico bazar (senza cedere, ma senza essere troppo avidi), fatevi sballottare su uno scassatissimo bus locale, o sfrecciate nel traffico su un rickshaw.
Il mio consiglio: Prendetevi una pausa dal misticismo e tuffatevi nella cultura pop! Andate a Jaipur, la città rosa del Rajasthan, e comprate un biglietto per il Raj Mandir, uno dei cinema più famosi del Paese. Guardare un film di Bollywood in mezzo al tifo del pubblico locale è un’esperienza unica e indimenticabile. E ovviamente, assaggiate tutto il cibo di strada che potete!
Alcune notizie sull’India:
Capitale dell’India: Nuova Delhi
Popolazione: più di 1 miliardo (e 400 milioni) ab.!!!
Lingua ufficiale: Hindi e Inglese + altre 21 lingue…
Moneta locale: Rupia Indiana
Prefisso internazionale dell’India: +91
Visto (Visa): La burocrazia è migliorata moltissimo. L’e-Visa (visto elettronico) è ormai lo standard per il turismo: si richiede interamente online prima di partire, si paga sul sito ufficiale governativo e si riceve via email. Risparmierete tempo e mal di testa rispetto alle vecchie file ai consolati. Stampatelo e portatelo con voi.
Connessione e Trasporti: Acquistare una SIM locale in aeroporto o in città è fattibile (servono passaporto, copia del visto e fototessera). Le compagnie migliori oggi sono Airtel e Jio. Il Wi-Fi è diffuso negli hotel, ma avere dati mobili vi salverà la vita per orientarvi e prenotare trasporti.
N.B. Controllate sempre i siti governativi ufficiali prima di partire, poiché i requisiti per l’e-Visa e i documenti richiesti per le SIM possono cambiare!
India, quando andare?
L’India è immensa, e il momento migliore per prendere un aereo dipende esclusivamente dalla zona che intendete esplorare.
La stagione ideale (Il Nord e il Rajasthan): Generalmente, i mesi da ottobre a marzo offrono un clima secco e temperature sopportabili, rendendoli perfetti per visitare le città, il Rajasthan e scendere verso sud.
L’eccezione himalayana: Se il vostro obiettivo sono i trekking in alta quota (Ladakh, Leh, Spiti Valley), le regole si ribaltano. L’inverno lì è proibitivo e le strade sono chiuse per neve. I mesi migliori per le montagne vanno da giugno a settembre.
Attenzione all’estate indiana: Tra aprile e giugno, prima dell’arrivo del monsone, il caldo nelle pianure centrali e a Delhi diventa letteralmente infernale e toglie il respiro.
















