
Nella fredda notte di Seoul un ragazzo fissa la strada da una vetrata.
Il volto è illuminato dai neon delle insegne e negli occhi i riflessi dei fari delle macchine che passano e che trasportano i suoi pensieri lontano, in un futuro fatto di un volto che forse non vedrà mai più.
Bocce illuminate appese al soffitto, come pianeti nello sconfinato universo dove i ricordi di quello che è stato vanno delicatamente a dissolversi.
Abbassa lo sguardo, sospira, si aggiusta la giacca e si allontana.
Il buio, per un po’, è annullato dalle luci colorate.
